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Autodesk A360: come Autodesk sfrutta le potenzialità del Cloud

IMPARARE A NON AVERE PAURA DEL CLOUD

 

INTERNET OF THINGS, CLOUD  & CAD

 

L’Internet of Things sta transitando il mondo dell’ingegneria verso le connessioni wireless ed il mondo del cloud, incluso il mondo del computer-aided design (CAD).

L’idea del cloud per molti è ancora molto vaga. Dato che il termine è nato per definire l’immagazzinamento di dati online, le persone hanno difficoltà a definire questa ‘entità’. In poche parole il cloud è il luogo dove risiedono dati o software che non si trovano all’interno di una rete locale o di personal computer. Anzi, nel cloud risiede una rete globale di PC collegati tramite internet.

L’utilizzo del cloud è in aumento grazie all’Internet of Things (IoT). I dati provenienti da sistemi di automazione e dai dispositivi collegati in rete delle fabbriche vengono raccolti e successivamente condivisi con gli operai, gli ingegneri, i direttori di stabilimento e gli amministratori delegati via internet. Il Logic’s 2015 Cloud Security Report prevede che le aziende investiranno oltre 200 miliardi di dollari in servizi cloud nel 2016.

Anche il computer-aided design (CAD) si trova ormai in cloud. Negli ultimi anni, le grandi aziende che si occupano di CAD hanno promosso le versioni in cloud collaborando tra di loro. La finalità è quella di fare in modo che i files di progettazione possano essere condivisi e gestiti da più utenti in contemporanea.

 

Le ultime soluzioni CAD

 

Lo scopo fondamentale del cloud è quello di immagazzinare dati on line. Un luogo in cui è possibile salvare files al di fuori della rete locale. Dal 2010, il servizio A360 di Autodesk offre agli utenti un modo per salvare i propri progetti 2D e 3D in cloud. E’ quindi possibile accedere a questi files da remoto tramite piattaforme multiple e tramite PC, portatili e tablet.

Il servizio A360 consente inoltre agli utenti di condividere i propri files con altri. Un utente può visualizzare un documento mentre chi ha realizzato il progetto ha modo di controllare il file originale. E’ possibile impostare una sessione di revisione ed invitare altri membri del team a commentare direttamente il file. Il team può tenere traccia di tutti gli aggiornamenti e può commentare direttamente su A360.

 

Autodesk A360 e i differenti ruoli che le persone assumono nel progeto

L’immagine sottolinea come A360 promuove la collaborazione ed i differenti ruoli che gli utenti assumono nel progetto

 

La richiesta di accesso a servizi cloud è costantemente in crescita ed ha spinto l’azienda ad estendere i propri servizi. Il livello successivo di servizi cloud di Autodesk è Fusion 360, sviluppato completamente in cloud.

Introdotto sul mercato nel 2012, Fusion 360 utilizza il cloud non solo per l’immagazzinamento dei dati ma anche per i software. Ciò permette di ottenere determinate funzioni: la collaborazione senza infrastrutture ed aggiornamenti automatici. L’infrastruttura aperta aiuta a prevenire la perdita di dati legata al fatto di essere in cloud e non in locale. Gli aggiornamenti automatici del programma vengono effettuati direttamente sul servizio cloud di Autodesk sul quale si lavora sempre utilizzando la versione più recente del software.

La collaborazione è il vero vantaggio dell’utilizzo di Fusion 360. L’Internet of Things sta rendendo sempre più dispositivi collegati in rete e Fusion 360 consente la ‘progettazione distribuita’. I progettisti, infatti, possono lavorare contemporaneamente ed aggiornare il medesimo file. Gli utenti hanno modo di verificare le versioni precedenti e monitorare i vari aggiornamenti, nonché unire due files separati creando un unico archivio.

Fusion 360 permette la simulazione in cloud

I nuovi aggiornamenti di Fusion360 permettono la simulazione in cloud. A gennaio 2016 è stato presentato un nuovo client ed ora gli utenti possono accedere ai files di simulazione direttamente in rete.

La simulazione è un grande pregio di Fusion 360. Gli utenti possono eseguire una simulazione in locale o direttamente in cloud. A novembre 2015 Autodesk ha introdotto un nuovo client chiamato Project Leopard ed a gennaio 2016 l’azienda ha introdotto le nuove possibilità di simulazione, tra le quali le simulazioni termiche e le analisi di stress termico.

Anche altri vendor CAD hanno proposto al mercato una serie di software e tool in cloud, chi abbandonando in maniera definitiva le applicazioni installate su Desktop, chi fornendo servizi aggiuntivi al programma, disponibili solo ed esclusivamente “su nuvola”.

 

Ostacoli e problemi di sicurezza

L’utilizzo di servizi cloud è incentivato dalla mancanza di fiducia nella tecnologia. In primo luogo molte aziende non desiderano possedere direttamente un software. Utilizzando piattaforme cloud-only, l’utente paga una licenza per utilizzare il software da remoto, ‘affittandolo’ temporaneamente. E’ come utilizzare i servizi media in stream, ai quali si accede tramite abbonamento.

Se il software è di proprietà, e quindi è installato su un disco rigido fisico, l’utente o l’azienda può utilizzare il software indipendentemente dagli abbonamenti e dai contratti. Molte aziende utilizzano ancora i pc perché sono legate a licenze software legacy che non possono interrompere.

Il cloud computing richiede velocità di connessione perché i files di progettazione o di analisi possono essere molto grandi. La dipendenza da internet fa si che il lavoro si interrompa in caso di assenza di connessione. Secondo Akamai, leader mondiale nel settore dei servizi di rete, gli Stati Uniti, a livello di connessione, sono al 16° posto nel mondo, con una velocità Internet media di 12,6 megabit al secondo (Mb/s). Anche se nessuno stato rientra nella categoria a bassa banda larga (<4 Mb/s) una parte del paese ha una banda che si aggira sui 7 Mb/s., situazione in cui si trova anche buona parte dell’Europa; in queste zone può diventare difficile implementare servizi cloud.

Oltre alle connessioni Ethernet, il Wi-Fi tende ad essere ancora più complicato. La velocità massima teorica è di 1300 Mb/s. La velocità reale può invece variare in base alla distanza delle antenne. Nel 2013, Anand Tech ha testato diversi router ed ha rilevato 364 Mb/s come massima velocità a 2 mt di distanza e 143Mb/s a circa 7 metri di distanza dall’antenna. E questi dati fanno parte delle migliori rilevazioni effettuate. I dati delle connessioni Wi-Fi medie riportano dati molto peggiori, a causa della distanza, degli ostacoli e delle interferenze elettroniche.

La sicurezza è la più grande preoccupazione quando si tratta del cloud. Gli utenti e le aziende temono di non essere in grado di proteggere i propri dati dagli hacker. La relazione 2015 sulla Cloud Security di Alert Logic ha concluso che il 70% degli utenti che utilizzano il cloud ha ricevuto attacchi da parte di hacker, il 37% ha subito attacchi diretti ed il 57% attacchi tramite Troyan. L’aumento degli attacchi ai servizi in cloud è dovuto all’aumento esponenziale dei servizi che vi risiedono e quindi rende la ‘nuvola’ un obiettivo più sensibile.

Secondo il rapporto di sulla Cloud Security di Alert Logic del 2015, queste sono le tre principali fonti di attacco sia in cloud sia su reti locali. Tutti gli attacchi sono aumentati in maniera esponenziale tra il 2013 e il 2014.

Fidarsi del Cloud

 

Negli anni a venire i servizi CAD in cloud saranno una vera sfida. Tutto si baserà sulla capacità di superare le paure e capire che si tratta di un ambiente sicuro. In particolare le principali opinioni negative da sfatare sono:

  • Il cloud pubblico è più vulnerabile: in realtà tutti i servizi cloud richiedono misure di sicurezza come l’ENCRYPTION  l’utilizzo di password.
  • Le applicazioni su cloud sono meno sicure: le applicazioni in cloud sono costantemente monitorate e manutenute (anche in maniera più frequente rispetto alle applicazioni desktop)
  • Su Cloud  manca il controllo: i provider di servizi cloud lasciano scegliere ai clienti dove posizionare i propri dati.
  • La responsabilità sui dati e sull’infrastruttura è totalmente a carico del fornitore di servizi cloud: in realtà il cliente è responsabile dei suoi dati tanto quanto i provider. Chi fornisce i servizi può rendere sicura la propria infrastruttura, ma gli utenti devono utilizzare password e sistemi di sicurezza per proteggere i propri dati.

 

Molte aziende utilizzano già in qualche maniera alcuni servizi in cloud. Le aziende che utilizzano sistemi PLM per memorizzare e gestire i propri modelli di progettazione utilizzano il cloud. Il passo successivo sarà quello di implementare sulla nuvola anche il software di progettazione. Gli standard di sicurezza ed i progressi tecnologici favoriranno sicuramente questo processo.

Nuove tipologie di connessione Wi-Fi come il Li-Fi probabilmente porteranno la velocità a 224 gigabit al secondo (Gb/s). La Wi-Fi Alliance ha annunciato una nuova versione di Wi-Fi chiamata Halow che trasmette a 900 MHz (lo standard attuale è da 2,4 GHz a 5GHz). Halow è destinato a fornire connessione ai dispositivi mobili a batteria contribuendo a ridurre i consumi di batteria.

L’aumento delle normative in materia di servizi cloud aiuterà ad aumentare la fiducia degli utenti. Alcune delle normative già in vigore sono applicate da Autodesk e Dessault e comprendono:

• ISO / IEC 27001: 2013: Information Technology-sicurezza dei sistemi di gestione della sicurezza delle informazioni tecniche.

• ISO / IEC 27017: Cloud Computing Sicurezza e Privacy, controlli di gestione del sistema-sicurezza

• ISO / IEC 27036-x: standard Multipart per la sicurezza delle informazioni di gestione delle relazioni con i fornitori che si prevede di includere una parte rilevante della Supply Chain in cloud.

La sicurezza si baserà sempre sulla battaglia per la sconfitta degli hacker. Ma nonostante il problema esista sembra che il futuro sia sempre più orientato verso il cloud computing. Il “Global Technology Adoption Index” di Dell per il 2016 prevede che circa il 46% delle aziende adotterà sistemi in cloud ed otterrà una crescita del 51% superiore rispetto alle aziende che non coglieranno da subito questa opportunità. Come per tutte le nuove tecnologie, l’adozione è l’unico modo per garantire una crescita rapida del sistema

 

Per approfondimenti:

Articolo originale (in inglese): http://machinedesign.com/iot/learn-stop-worrying-and-love-cloud

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