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Il BIM al servizio degli appalti puliti: Università e Politecnico di Torino propongono un modello per il progetto Parco della Salute

E’ di oggi, 25 febbraio 2016, l’articolo pubblicato su La Stampa – Cronaca di Torino –  in cui si mette in luce come il BIM possa essere un valido strumento non solo per evitare sprechi in fase di progettazione, ridurre varianti in corso d’opera e riserve da parte del costruttore, ma anche per limitare drasticamente il rischio di corruzione nelle gare di appalto.

 

LA RICERCA PER UN MODELLO BIM ANTICORRUZIONE

 

Un team di giuristi dell’Università di Torino e di ingegneri del Politecnico subalpino e di Milano hanno approntato un modello giuridico per applicare in Italia il Building Information Modeling: la nuova metodologia studiata per rendere gli appalti puliti ha suscitato l’interesse dell’Autorità nazionale Anti-corruzione che ha reso disponibili le competenze dei suoi funzionari per il master di secondo livello dedicato all’innovazione nei contratti pubblici.

 

Grazie al modello studiato, sarà possibile rendere tutto il processo – dalla progettazione alla manutenzione e gestione dell’opera – condiviso con tutti gli attori e tracciabile. Le informazioni utili contenute nel modello tridimensionale permetteranno di abolire i faldoni di carta e la gran quantità di file legati alla partecipazione alle gare di appalto. Grazie al database le informazioni saranno fruibili in tempo reale a tutti coloro che lavorano alla gara e al progetto.

 

Secondo Anna Osello – professoressa associata del PoliTo ( Systema collabora con Anna Osello e i ricercatori del dipartimento DISEG sulle tematiche legate al BIM da anni: la collaborazione ha anche prodotto una ricerca sul BIM per il Facility Management https://www.systemasrl.it/perche-quando-e-come-utilizzare-il-bim-per-il-fm-in-italia-ricerca-politecnico-di-torino-e-systema/ N.D.R) ” il modello permette di ottimizzare i processi  rilevando le incongruenze tra i diversi contributi al lavoro di progettazione“. Sempre secondo la Prof. Osello è anche in grado di ridurre gli errori derivanti da incongruenze tra progetto e capitolato, minimizzando “la possibilità di aggiudicarsi una gara attraverso i ribassi d’asta del 70% che poi si cerca di recuperare con le varianti progettuali

 

SPERIMENTARE IL MODELLO BIM PER IL PARCO DELLA SALUTE

 

Le notizie sulle modifiche  bozza del Codice degli Appalti ( https://www.systemasrl.it/nuovo-codice-appalti-tutte-le-novita-dellultima-bozza/) e le dichiarazioni del Ministro Delrio della scorsa settimana riguardo le intenzione di rendere obbligatorio il BIM negli appalti pubblici ( https://www.systemasrl.it/il-ministro-graziano-delrio-sul-bim-testarlo-per-12-14-mesi-negli-appalti-pubblici-per-poi-renderlo-obbligatorio/ ) hanno fatto sì che l’argomento fosse ancor più sotto i riflettori.

La professoressa Gabriella Racca – vicedirettore del dipartimento di Management dell’Ateneo torinese – ha sostenuto la necessità di un periodo di sperimentazione prima dell’obbligatorietà,  e che la sperimentazione potrebbe partire proprio per gli appalti milionari del Parco della Salute. La ricerca, sempre secondo la prof. Racca, ha reso possibile uniformare la normativa italiana con le potenzialità del modello 3D.

Il cantiere del Parco della Salute vale almeno 600 milioni di euro.  In Gran Bretagna per appalti di questa entità il metodo BIM è obbligatorio. Sull’appalto è già stato chiesto l’aiuto dell’Anac e Cantone ha assicurato una “vigilanza collaborativa”.

 

 

 

 

 

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